Territorio del Comune di Fabriano Trasferimento - Cessione Licenza TAXI

Per avere una Licenza TAXI bisogna essere in possesso di :

  • Patente B
  • (KAP) Certificato di Abilitazione Professionale
  • Iscrizione al Ruolo dei conducenti non di linea (Taxi e N.C.C.) si ottiene con un piccolo esame

Le Licenze di solito sono contingentate in base alla reale necessità del Comune di appartenenza, in caso di carenza di organico l’amministrazione emette un bando per assegnarne nuove.
Se sono sufficienti le Licenze Taxi in servizio, l’unica possibilità è subentrare ad un Tassista che a intenzione di cessare l’attività.


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C.A.P. (certificato di abilitazione professionale) RILASCIO PER ESAME

 

1. Introduzione:


I certificati di abilitazione professionale (CAP) sono dei seguenti tipi:
- KA: per guidare motoveicoli di massa complessiva fino a 1,3 t adibiti a servizio pubblico da piazza o a noleggio con conducente
- KB: per guidare taxi o autovetture e motoveicoli (oltre 1,3 t) in servizio di noleggio con conducente.
A tal fine è necessario possedere la patente di categoria corrispondente al tipo di veicolo da condurre e sostenere un apposito esame orale.
 




   2. Normativa di riferimento:


Artt. 115 e 116 codice della strada.
   3. Descrizione procedura:

- Compilare il modello TT 746 C (formato .pdf, 22KB)
- Presentare:



Per i possessori di patenti di categoria A e B, certificato medico in bollo con fotografia rilasciato da medico autorizzato in base ai requisiti fisici e psichici richiesti per il rilascio, la revisione e la conferma di validità delle patenti di guida dei veicoli delle categorie C, D ed E.
  • patente posseduta in visione e relativa fotocopia
  • Se la pratica non viene presentata dall'interessato il modello MC 746 C (firmato dal candidato) dovrà essere accompagnato da delega in carta semplice e dai documenti d'identità, in corso di validità, in originale o in fotocopia, del delegante e del delegato. N.B. I cittadini extracomunitari devono esibire il permesso di soggiorno o carta di soggiorno in originale ed in corso di validità o copia autenticata. Si può sostenere solo una prova. Qualora l’esito della stessa sia negativo, il candidato deve ripresentare nuova pratica; vengono riconsegnati il certificato medico e l’attestazione del versamento dell’imposta di bollo se riutilizzabili.



      4. Requisiti:


    • 21 anni



      5. Tariffe:



    • € 15,00 su c.c.p. 400382 intestato a:
      Tesoreria della Provincia ANCONA M.C.T.C.

      Diritti


    • n. 2 versamenti da € 16,00 su c.c.p. 4028 intestatDirezione Generale M.C.T.C. Imposta di Bollo ROMA
      Bollo




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    Esame idoneità al ruolo dei conducenti non di linea.C.C. e TAXI

    La Provincia di Ancona, in ottemperanza a quanto disposto dalla normativa vigente elencata di seguito:

    • l. n. 21 del 1992, Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea;
    • d.lgs. 285 del 1992, Nuovo codice della strada e il d.p.r. n. 495 del 1992, Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada;
    • l. r. Lazio n. 58 del 1993, Disposizioni per l'approvazione dei regolamenti comunali relativi all'esercizio di trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di trasporto non di linea, di cui all'art. 6 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, come modificata dalle ll.rr. del Lazio n. 32 del 1995 e n. 16 del 2003 e n. 7 del 2005;
    • l'art. 130 lett. i) della l.r.Lazio n. 14 del 1999, che prevede il conferimento alle provincie delle funzioni relative alla gestione delle commissioni di esame per l'accertamentodei requisiti di idoneità per l'iscrizione al ruolo dei conducenti dei veicoli e natanti adibiti a servizi  di trasporto pubblico non di linea, da istituirsi presso ogni provincia;
    • l'art. 20, comma 1 della l.r.Lazio n.58 del 1993 - come modificato dall'art. 14 della l.r.Lazio n. 7 del 2005 - il quale dispone " che le commissioni per l'accertamento dei requisiti di idoneità per l'iscrizione al ruolo dei conducenti di veicoli e natanti, di cui all'articolo6, omma 3, della l.n.21 del 1992, sono costituite dalle provincie";
    provvede - tramite bando pubblicato nel sito istituzionale, canale Avvisi e Bandi - all'indizione delle sessioni d'esame annuali ( di solito due o tre volte).
    Notizie ai candidati:
    La domanda di esame - unitamente alla attestazione dell'avvenuto pagamento degli oneri di segreteria - deve essere presentata in una delle sedi della Camera di Commercio di Ancona da parte degli utenti aventi la residenza o il domicilio in uno dei Comuni della Provincia di Ancona. La convocazione agli esami avviene nel rispetto dell'ordine cronologico di presentazione della domanda e secondo le date dei calendari approvati dalla competente commissione d'esame. La lettera di convocazione all'esame è trasmessa ai candidati con almeno 45 giorni di anticipo rispetto alla data di svolgimento dello stesso. Il programma di esame è indicato nell'art.19 della l.r. Lazio n. 58 del 1993. L'esame è costituito da una sola prova scritta con quiz a risposta multipla.
    L'elenco, con relativo correttore, dei quiz oggetto della prova di esame viene pubblicato unitamente al bando di esame . La prova si intende superata se il candidato avrà risposto esattamente ad almeno il 70% dei quesiti. Coloro che non avranno superato la prova possono essere riammessi a ripetere la medesima per una sola volta, previa presentazione, presso la Camera di Commercio, della domanda a risostenere l'esame, per la quale non è richiesto il pagamento degli oneri di segreteria. La seconda convocazione per sostenere la prova di esame, potrà avvenire a distanza di due mesi dalla precedente data di esame.



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    CORTE CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE SECONDA - SENTENZA N. 22296/2010

    IL TASSISTA PUÒ PRELEVARE IL CLIENTE FUORI DAL COMUNE CHE GLI HA RILASCIATO LA LICENZA

    Nessuna sanzione amministrativa va inflitta al tassista che, su chiamata del cliente fatta dal territorio comunale di competenza e di rilascio della licenza, lo va poi a prelevare in un altro Comune. Secondo la legge il servizio di taxi può iniziare anche diversamente che con il prelevamento dell’utente: ad esempio, su chiamata del cliente, ma con la partenza del conteggio della tariffa sempre nel territorio comunale del rilascio della licenza.
    La Cassazione con la sentenza 22296/10 ha confermato il verdetto del giudice di pace che aveva accolto l’opposizione di un tassista sanzionato per aver prelevato due passeggeri fuori dal Comune che gli aveva rilasciato la licenza. La Suprema corte, però, ha motivato la sua decisione : più che di prelevamento dell’utente - hanno detto i giudici di legittimità - si tratta di stabilire cosa debba intendersi per inizio del servizio. «Per inizio del servizio deve intendersi la messa del taxi a disposizione (al “servizio”, appunto) del cliente». Ciò comporta l’onerosità e l’esclusività: non può esservi, cioè, inizio del servizio a favore di un cliente se il tratto di strada percorso prima del prelevamento del medesimo è gratuito o se per quel tratto il taxi è occupato da un altro cliente. Insomma, non basta il semplice fatto che «il tassista si sia mosso dalla sua città per ordine del cliente, come invece ha ritenuto il giudice di pace».

    Circolazione stradale - Art. 86 del Codice della Strada - Servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi - Servizio reso con corsa fuori dal proprio territorio di competenza - L'inizio del servizio non coincide necessariamente con la partenza del taxi dal luogo di sosta nel territorio del comune che ha rilasciato la licenza, bensì con la messa a disposizione del taxi al cliente. Purché il tratto di strada percorso prima del prelevamento del medesimo non sia gratuito o se per quel tratto il taxi sia stato già occupato da un altro cliente.

    Il CONTAX ha dei contratti con le aziende del comprensorio Fabrianese dove è previsto il trasporto del personale dipendente, di consulenza e relativi clienti o fornitori. Tutte le prenotazioni arrivano via fax e via e-mail ad eccezione di quelle urgenti e instantanee che vengono effettuate telefonicamente e solo successivamente confermate via fax ed e-mail con i dati di fatturazione e pagamento. Gli operatori del CONTAX hanno come prova documentale per eventuali controlli degli organi preposti alla vigilanza ( sulle strade, presso stazioni ferroviarie ,areoporti e porti) dei VOUCHER di viaggio indicanti data ed ora del servizio, dati del richiedente e nominativi delle persone da trasportare, luogo di prelievo e di destinazione degli stessi. I voucher di servizio sono compilati anche per l'utenza privata non aziendale in maniera di dimostrare sempre la prenotazione e l'esclusiva del viaggio in svolgimento. Questo a dimostrazione che la nostra presenza in una stazione ferroviaria fuori del comune di Fabriano, di un areoporto , di un porto, ospedale ho qualsiasi altra località indipendentemente da quale provincia o regione è sempre atta a soddisfare le prenotazioni della propria clientela e non al procacciamento di eventuali utenti sconosciuti.

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    http://www.mondodiritto.it/giurisprudenza/corte-di-cassazione/diritto-civile-il-tassista-esercita-fuori-del-territorio-di-competenza-solo-se-inizia-il-servizio-in-un-comune-diverso-da-quello-dove-ha-ottenuto-la-licenza.html


    DIRITTO CIVILE. Il tassista esercita fuori del territorio di competenza solo se "inizia il servizio" in un comune diverso da quello dove ha ottenuto la licenza.

    Nota di AUGUSTO CARENI. Avvocato - Foro di Pescara.

    Il tassista chiamato da un luogo che non rientra nel territorio per il quale ha ottenuto la licenza non commette alcuna infrazione, poiché ciò che è rilevante è il punto di partenza del servizio pubblico.
    La Suprema Corte si trova a dirimere una particolare questione riassumibile così.
    Ad un tassista veniva elevato un verbale di contestazione da parte della Polizia Municipale per violazione dell’art. 86, comma 3, C.d.S. per aver prelevato alcuni passeggeri in un territorio (nello specifico un aeroporto) fuori dal Comune che gli aveva rilasciato la licenza.
    Il tassista ovviamente proponeva ricorso dinanzi al Giudice di Pace, il quale accoglieva  il suddetto ricorso ritenendo che il prelevamento dell'utente e l'inizio del servizio possono anche non coincidere e, in caso di chiamata effettuata da località diversa dal comune di rilascio della licenza, l'inizio del servizio coincide con la partenza del taxi dal luogo di sosta nel territorio di detto comune.
    Peraltro va aggiunto che nel caso in esame i due passeggeri avevano effettuato la prenotazione del taxi nei giorni precedenti il loro arrivo all'aeroporto e il tassista era quindi partito dal territorio comunale presso il quale esercitava l’attività per prelevarli all'aeroporto.
    Il Comune del territorio ove venne elevato il verbale decideva allora di ricorrere in Cassazione, sostenendo che solo con il prelevamento dell'utente si ha effettivamente inizio del servizio di taxi, poiché altrimenti sarebbe vanificata la ratio dell'art. 11, comma 2 della Legge n. 21/1992 di assicurare una omogenea distribuzione territoriale del servizio - in alcune aree urbane periferiche confinanti con il territorio di un diverso comune dal quale sia eventualmente più agevole raggiungerle e si assimilerebbero, inoltre, il servizio di taxi e quello di autonoleggio con conducente, che la legge tiene invece distinti.
    La Corte adita non condivide però la motivazione portata avanti dal ricorrente Comune, e ciò in quanto proprio in virtù della normativa in materia di servizio di taxi, questo può iniziare anche altrimenti che con il prelevamento dell'utente. 
    Tanto è dimostrato proprio dalla Legge. n. 21 del 1992, all’art. 11, comma 2 la quale collega "il prelevamento dell'utente" e "l'inizio del servizio" con la formula disgiuntiva "ovvero". 
    Gli “ermellini” chiariscono anche cosa debba intendersi per “inizio del servizio”, ovvero “la messa del taxi a disposizione” del cliente. Ciò comporta due distinti ma correlati elementi: l'onerosità e l'esclusività, non può esservi, cioè, inizio del servizio a favore di un cliente se il tratto di strada percorso prima del prelevamento del medesimo è gratuito o se per quel tratto il taxi è occupato da un altro cliente. Non basta, dunque, il semplice fatto che il tassista si sia mosso dalla sua città per ordine del cliente, come invece ha ritenuto il Giudice di prime cure, ma occorre dunque che il servizio fosse sin dall’inizio a pagamento, ovvero già dalla partenza dal territorio comunale di competenza del tassista, e che fosse esclusivo, cioè che nel tragitto per giungere sul luogo del prelevamento dei clienti non venissero trasportati altri passeggeri.
    Chiara è anche la distinzione con il servizio di autonoleggio destinato ad una utenza “specifica” mentre il servizio di taxi si rivolge ad una utenza “indifferenziata”, o ancora allo stazionamento in rimesse privata nel caso dell’autonoleggio ovvero in luoghi pubblici per i taxi. 
    Male quindi hanno fatto gli agenti di Polizia Municipale ad elevare verbale di contestazione senza prima verificare le modalità di adempimento del servizio da parte del tassista.
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     Cass. civ. Sez. II, Sent. 02-11-2010, n. 22296
    Svolgimento del processo
    Il 20 dicembre 2004 la Polizia Municipale di Bari elevò verbale di contestazione della violazione dell'art. 86, comma 3, codice della strada nei confronti del sig. [...]., tassista socio della cooperativa [...], per avere prelevato due passeggeri presso l'aeroporto di (OMISSIS), dunque fuori dal territorio del Comune di (OMISSIS), che gli aveva rilasciato la licenza.
    Avverso il verbale proposero opposizione il sig. G., la cooperativa cui egli apparteneva [...], quale coobbligata, nonchè la coop. a r.l. [...]. Dedussero in particolare (per quanto qui ancora rileva) che, come consentito dalla L. 15 gennaio 1992, n. 21, art. 11, comma 2, (che recita: "Il prelevamento dell'utente ovvero l'inizio del servizio sono effettuati con partenza dal territorio del comune che ha rilasciato la licenza per qualunque destinazione..."), il servizio era iniziato non con il prelevamento dei passeggeri all'aeroporto di (OMISSIS), bensì a (OMISSIS) ove il tassista aveva ricevuto la chiamata degli utenti.
    Nella contumacia dell'amministrazione comunale, l'adito Giudice di pace di Bari accolse l'opposizione osservando:
    che, ai sensi della norma richiamata, il prelevamento dell'utente e l'inizio del servizio possono non coincidere e, in caso di chiamata effettuata da località diversa dal comune di rilascio della licenza, l'inizio del servizio coincide con la partenza del taxi dal luogo di sosta nel territorio di detto comune;
    che nella specie era incontestato che i due passeggeri avevano effettuato la prenotazione nei giorni precedenti il loro arrivo all'aeroporto di (OMISSIS), e il tassista era, appunto, partito da (OMISSIS) per prelevarli all'aeroporto.
    Il Comune di Bari ha quindi proposto ricorso per cassazione per un motivo, cui hanno resistito con controricorso il sig.[...]. e le due cooperative sopra dette. Le parti hanno anche presentato memorie.
    Motivi della decisione
    1. - Con l'unico motivo di ricorso si denuncia violazione dell'art. 86 C.d.S., comma 3, e L. n. 21 del 1992, artt. 2 e 11, nonchè vizio di motivazione. Si sostiene che, diversamente da quanto ritenuto dal giudice di primo grado, solo con il prelevamento dell'utente si ha inizio del servizio di taxi. Altrimenti, si osserva, sarebbe vanificata la ratio dell'art. 11, comma 2, L. cit. - di assicurare una omogenea distribuzione territoriale del servizio - in alcune aree urbane periferiche confinanti con il territorio di un diverso comune dal quale sia eventualmente più agevole raggiungerle; si assimilerebbero, inoltre, il servizio di taxi e quello di autonoleggio con conducente, che la legge tiene invece distinti.
    2. - Il motivo è infondato, anche se va rettificata la motivazione in diritto della sentenza impugnata.
    2.1. - Secondo la legge il servizio di taxi può iniziare anche altrimenti che con il prelevamento dell'utente. Tanto deve affermarsi per insuperabili ragioni testuali, già individuate da Cons. Stato Sez. 2' 11 dicembre 1996, n. 1665.
    Tali ragioni consistono in ciò, che la L. n. 21 del 1992, art. 11, comma 2, (legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea), sopra testualmente riportato in narrativa, collega "il prelevamento dell'utente" e "l'inizio del servizio" con la disgiuntiva "ovvero". Che tale congiunzione sia usata proprio in senso disgiuntivo (come sinonimo di "oppure"), e non esplicativo (come sinonimo di "ossia"), è rivelato dall'uso del verbo al plurale ("sono effettuati") e confermato dalla considerazione che le norme esplicativo - definitorie sono contenute in altra parte - quella iniziale, artt. da 1 a 3 - della legge in esame.
    2.2. - Si tratta, piuttosto, di stabilire cosa debba intendersi per inizio del servizio.
    Per inizio del servizio deve intendersi la messa del taxi a disposizione (al "servizio", appunto) del cliente. Il che comporta, in particolare, l'onerosità e l'esclusività: non può esservi, cioè, inizio del servizio a favore di un cliente se il tratto di strada percorso prima del prelevamento del medesimo è gratuito o se per quel tratto il taxi è occupato da un altro cliente. Non basta, dunque, il semplice fatto che il tassista si sia mosso dalla sua città per ordine del cliente, come invece ha ritenuto il Giudice di pace.
    2.3. - Le obiezioni mosse dal ricorrente alla tesi qui accolta non sono condivisibili. Un potenziamento, infatti, del servizio di taxi nelle zone periferiche delle città, di solito sfavorite dal trasporto pubblico in generale e dal servizio di taxi in particolare, sarebbe seminai auspicabile. La distinzione, poi, rispetto al servizio di autonoleggio resterebbe comunque intatta, espressa dalle diverse caratteristiche e disciplina dei due servizi previste dalla legge quadro soprattutto agli artt. 2 e 3 (destinazione a un'utenza indifferenziata ovvero specifica; stazionamento in luoghi pubblici o in rimesse private) e 13 (determinazione del corrispettivo e obbligatorietà o meno del servizio).
    2.4. - Va infine aggiunto, per completezza, che la circostanza dell'inizio del servizio (nel senso sopra precisato) nel territorio del comune che ha rilasciato la licenza deve, in quanto fatto impeditivo (dell'illecito di cui trattasi e) del sorgere dell'obbligazione sanzionaroria, essere allegata e provata dall'opponente. Ma il Comune di Bari non ha posto questa questione.
    3. - Il ricorso va in conclusione respinto.
    Le spese processuali, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.
    P.Q.M.
    La Corte rigetta il ricorso e condanna l'amministrazione comunale ricorrente alle spese processuali, liquidate in Euro 500,00, di cui 400,00 per onorari, oltre spese generali ed accessori di legge.